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Margini e rendimento (ROI/ROE): quanto costa davvero un’operazione in opzioni sulla TWS?

Copertina dell’approfondimento: margini e rendimento delle opzioni: ROI, ROE e TWS

Indice dell'articolo

Hai venduto un’opzione e hai incassato 200 dollari.

Apri la TWS di Interactive Brokers e scopri che per mantenere quella posizione il broker ti richiede 1.000 dollari di margine.

Il conto sembra facilissimo:

200 / 1.000 = 20%.

Fantastico. L’operazione rende il 20%.

Attenzione: il premio incassato non è ancora il profitto. Per i confronti di rendimento che seguono ipotizziamo un risultato finale di 200 dollari, al netto dei costi.

Ma sei sicuro?

Perché quei 1.000 dollari non sono necessariamente il costo dell’operazione. Non sono necessariamente il capitale che rischi. Non sono necessariamente il capitale che potresti dover impiegare. E soprattutto potrebbero non essere nemmeno il margine che servirà durante tutta la vita della posizione.

Quindi quel 20% potrebbe essere matematicamente corretto e, contemporaneamente, raccontarti molto poco sull’operazione.

Se utilizzi le opzioni e un conto a margine, questa distinzione vale qualche minuto della tua attenzione perché, una volta compresa, difficilmente guarderai ancora un rendimento nello stesso modo.

20% di che cosa?

Partiamo dalla domanda più importante.

Nei nostri corsi utilizziamo un esempio molto semplice: un’operazione produce 110 dollari.

Quanto ha reso?

Proviamo a rispondere.

Se rapportiamo quei 110 dollari a un conto da 30.000 dollari, otteniamo circa lo 0,37%.

Se li rapportiamo ai circa 4.900 dollari di margine richiesto nell’esempio, otteniamo circa il 2,24%.

Se invece li rapportiamo agli 11.000 dollari considerati come capitale necessario in caso di assegnazione, otteniamo l’1%.

Qual è il rendimento corretto?

La domanda è sbagliata.

Sono tre percentuali che rispondono a tre domande differenti.

Il numeratore è sempre identico: 110 dollari.

È cambiato il denominatore.

Questa è la prima regola che voglio lasciarti: una percentuale di rendimento senza il suo denominatore è un’informazione incompleta.

Quando senti dire che un’operazione in opzioni “rende il 3%, il 10% o il 20%”, la prima domanda dovrebbe diventare automatica:

rispetto a quale capitale?

Allora che cosa rappresenta il margine sulla TWS?

Qui dobbiamo eliminare un equivoco.

Il margine non è il prezzo che paghi per fare un’operazione.

È la garanzia che il broker richiede al conto per aprire e mantenere determinate posizioni.

Interactive Brokers distingue infatti il margine iniziale dal margine di mantenimento e mostra separatamente grandezze come Available Funds, cioè i fondi disponibili per assumere nuove posizioni, ed Excess Liquidity, che IBKR definisce come il cuscinetto di margine disponibile prima della liquidazione.

Sono numeri importantissimi.

Ma rispondono a domande diverse.

Conto margin Interactive Brokers: saldo negativo in dollari, liquidità finanziata e interessi passivi

Ed ecco perché vedere 1.000 dollari di margine richiesto non significa poter affermare:

“Questa operazione mi costa 1.000 dollari.”

Significa, nelle condizioni mostrate in quel momento e su quel conto, che il broker sta richiedendo quella garanzia.

Sembra una distinzione teorica.

Non lo è affatto.

Un conto da 30.000 euro con 140.000 dollari di titoli

Durante una lezione di Rendite Strategiche in Opzioni abbiamo mostrato un caso reale particolarmente efficace.

Un conto da circa 30.000 euro era arrivato a contenere circa 140.000 dollari di titoli.

Com’è possibile sostenere 140.000 dollari di titoli con un conto da circa 30.000 euro?

Attraverso la leva.

Il margine consentiva di sostenere quelle posizioni, ma il margine non raccontava quanto denaro fosse realmente finanziato.

E il denaro finanziato ha un costo.

Quando il broker finanzia capitale attraverso un saldo negativo, possono maturare interessi. La SEC ricorda esplicitamente che gli interessi pagati sul denaro preso a prestito riducono il rendimento effettivo dell’investimento.

Nel caso analizzato durante il corso, gli interessi erano diventati così rilevanti da erodere pesantemente il risultato.

Ecco perché una posizione può sembrare molto efficiente se guardi soltanto il margine e diventare molto meno interessante quando guardi quanto capitale stai realmente muovendo e quanto ti costa finanziarlo.

Quindi abbiamo conquistato una seconda distinzione:

margine richiesto e capitale finanziato non sono la stessa cosa.

Ma manca ancora un pezzo.

Il margine di oggi potrebbe non essere quello di domani

Torniamo alla nostra operazione.

Premio: 200 dollari.

Margine iniziale: 1.000 dollari.

Rendimento sul margine iniziale: 20%.

Ora immaginiamo che il mercato si muova contro la posizione e che aumenti la volatilità.

Il requisito di margine può cambiare.

Nelle nostre lezioni abbiamo analizzato casi di opzioni su future nei quali margini inizialmente molto contenuti sono aumentati fortemente durante l’evoluzione sfavorevole della posizione.

Non significa che il margine aumenterà sempre in quelle proporzioni: quei numeri appartengono a casi specifici.

Il principio importante è un altro:

il margine iniziale è una fotografia, non una promessa.

Anche SEC e FINRA ricordano che i requisiti possono cambiare e che gli intermediari possono applicare requisiti più elevati.

E allora succede qualcosa di interessante.

Se continui a dire che l’operazione “rende il 20%” perché hai diviso 200 per i 1.000 dollari richiesti all’apertura, stai confrontando il risultato con la fotografia più favorevole del capitale richiesto, non necessariamente con quello che il conto dovrà essere capace di sostenere.

È per questo che in Insider Academy non dimensioniamo le operazioni semplicemente chiedendoci:

“Quanto margine mi lascia usare il broker?”

Ci chiediamo anche:

“Che cosa succede al mio conto se questa posizione diventa più impegnativa?”

Quando non decidi più tu

Questo problema ha una conseguenza molto concreta.

Durante una lezione abbiamo mostrato il caso di un trader che aveva già una buona conoscenza delle opzioni.

A un certo punto si trova davanti una situazione che non comprende: capitale disponibile negativo, conto sotto pressione, posizione ancora aperta.

Poi arriva la conseguenza.

Il margine non è più sufficiente a sostenere l’operazione e il broker chiude la posizione.

La perdita, in quel caso, fu di 384 euro. Non è questo il punto.

Il punto è molto più importante:

il trader aveva perso il controllo della decisione.

Magari avrebbe voluto aspettare.

Magari avrebbe voluto modificare la posizione.

Magari la sua analisi gli diceva che il mercato avrebbe potuto recuperare.

Non importava più.

Quando il conto non possiede le risorse necessarie a sostenere la posizione, la gestione può smettere di appartenere al trader.

SEC e FINRA confermano il principio generale: in presenza di una carenza di margine, il broker può liquidare posizioni e non bisogna presumere di avere sempre un periodo garantito per intervenire.

Ed ecco perché il rendimento sul margine iniziale, preso da solo, può diventare una misura pericolosamente seducente.

Più piccolo è il denominatore, più spettacolare diventa la percentuale.

Ma il conto deve sopravvivere alla posizione, non alla percentuale.

Quindi quanto rende davvero un’operazione in opzioni?

Adesso possiamo rispondere correttamente e dare finalmente un significato anche alle due sigle che trovi spesso associate al rendimento: ROI e ROE.

ROI significa Return on Investment, cioè rendimento sul capitale effettivamente considerato come investimento. ROE significa Return on Equity, cioè rendimento rapportato al capitale proprio utilizzato come riferimento.

Nel trading a margine, però, pronunciare ROI o ROE non risolve il problema: devi sempre dichiarare quale capitale hai realmente messo al denominatore. È proprio qui che nascono percentuali molto diverse riferite alla stessa identica operazione.

Immagina sempre gli stessi 200 dollari di risultato.

Puoi calcolare:

200 / capitale complessivo del conto

per capire quanto l’operazione ha contribuito alla crescita del conto.

Puoi calcolare:

200 / capitale necessario in caso di assegnazione

per capire il rendimento rispetto all’impegno economico potenziale.

Puoi calcolare:

200 / margine iniziale

per misurare il rendimento rispetto alla garanzia richiesta all’apertura.

Se la struttura possiede una perdita massima definita, puoi anche confrontare il risultato con quel rischio.

E puoi costruire uno scenario più severo per capire cosa accadrebbe all’efficienza dell’operazione se il margine aumentasse.

Stesso profitto di 200 dollari: rendimenti dello 0,67%, 1,82%, 20%, 10% e 8% con cinque denominatori diversi

Nessuna di queste percentuali possiede da sola tutta la verità.

Ognuna risponde a una domanda.

Ed è proprio questo il criterio che utilizziamo in Insider Academy: prima di parlare di ROI, ROE o rendimento, dichiariamo quale capitale stiamo mettendo al denominatore, per quanto tempo e quali costi stiamo considerando.

Prima di premere “Trasmetti”

A questo punto non serve ripetere ancora cosa dobbiamo controllare: abbiamo già visto margine, liquidità, finanziamento e spazio disponibile.

La TWS ci permette di fare il passaggio decisivo: vedere l’impatto della nuova operazione sul conto prima di trasmetterla.

Anteprima ordine TWS: vendita di un’opzione USO, premio di 720 USD e incremento stimato dei margini iniziale e di mantenimento

È la differenza tra conoscere teoricamente questi concetti e utilizzarli per prendere una decisione.

Perché il broker può dirti quanto margine ti concede.

Non può decidere quanto capitale sia corretto rischiare al posto tuo.

E adesso possiamo tornare finalmente alla nostra operazione iniziale.

200 dollari di profitto.

1.000 dollari di margine.

20%.

La matematica era perfetta.

Era la domanda a essere incompleta.

La prossima volta che qualcuno ti dirà:

“Questa operazione rende il 20%.”

saprai esattamente quale domanda fare:

“20% di che cosa?”

Quella domanda vale molto più della percentuale.

Vuoi vedere tutto questo direttamente sulla TWS?

Margine, liquidità, interessi e rendimento diventano molto più semplici quando smettono di essere definizioni e puoi vedere direttamente che cosa accade sul conto.

Nel video Cash, Margini e Rendimento (ROI/ROE): Quanto costa davvero un’operazione in opzioni sulla TWS analizziamo direttamente sulla piattaforma casi reali, per vedere dove si trovano queste informazioni, come leggerle e soprattutto come collegarle al rendimento effettivo dell’operazione.

Guarda il video: Cash, Margini e Rendimento (ROI/ROE): Quanto costa davvero un’operazione in opzioni sulla TWS

Fonti e strumenti utilizzati

Fonti tecniche indipendenti

Metodo, tecnologia ed esperienza Insider Academy

Le distinzioni tra rendimento sul conto, rendimento sul margine, capitale di assegnazione e capitale necessario a sostenere la posizione derivano dalle lezioni e dall’esperienza didattica e operativa di Insider Academy nell’utilizzo di Interactive Brokers e TWS.

I casi relativi al conto da 30.000 euro con circa 140.000 dollari di titoli, alla variazione dei requisiti di margine e alla perdita di controllo della posizione derivano da casi ed esempi utilizzati nelle lezioni di Rendite Strategiche in Opzioni. I valori sono storici e vengono utilizzati per mostrare il meccanismo, non come rappresentazione dei margini o dei tassi correnti.

La TWS viene utilizzata nel processo operativo per verificare l’impatto delle operazioni sul conto prima dell’esecuzione e per controllare margini e risorse disponibili durante la vita delle posizioni.

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